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Com’è nato il concept di un video virale su un colloquio di lavoro

Com’è nato il concept di un video virale su un colloquio di lavoro

Com’è nato un video che prodotto in 3 mesi oltre 3 milioni di visualizzazioni e 118 mila interazioni? 

Quante ore al giorno sei disposto a lavorare per guadagnare di più?

Era la miccia da cui abbiamo fatto partire una riflessione importante sul valore del nostro tempo con un video che è diventato virale.

Il tempo è un valore che diamo spesso per scontato e la cui esigenza in questo periodo più che mai ci ha colto di sorpresa.

La domanda che ci possiamo porre adesso è: quando ci sarà la possibilità, vogliamo davvero tornare a una “normalità” che ci costringe a lavorare 10-12 ore al giorno e nei week end, sacrificare affetti e tempo di vita vera per mantenere il cosiddetto posto fisso o cambieremo mentalità? Faremo qualcosa per cambiare?

Per dare il via a questa riflessione lo scorso anno avevo chiamato in causa i professionisti dello Studio Riprese Firenze per testare una tipologia di video complessa che per anni ho seguito e ammirato: “l’ambient”.

Il brand per cui è stato commissionato progetto è Alfio Bardolla Training Group che propone come soluzione una maggiore consapevolezza delle finanze personali.

In questo articolo ti spiego come funziona questo tipo di format video, come è nato il concept e una mia opinione sul tema, che merita.

Partiamo dal bisogno dell’azienda

Avevamo bisogno di spostare il focus dai soldi alla libertà, perché è quella la vera promessa di questo brand: più tempo e una qualità di vita migliore attraverso una gestione consapevole delle proprie finanze personali e la scoperta di entrate alternative.

Questa necessità del brand si incontrava con il nostro bisogno umano interno di far capire il vero valore dei servizi offerti dall’azienda, che va ben oltre al mero guadagno. Del resto la Alfio Bardolla Training Group, è una società complessa da comunicare, perché quando si parla di soldi si è un po’ tutti sul chi va là (giustamente direi).

Per comunicare lo spostamento di paradigma, occupandomi di marketing e più in particolare della parte video, quello che cercavo era l’effetto “wow”, che avevo riscontrato nei migliori video hero e in particolare nei video ambient. 

Cos’è un video hero?

In parole semplici i video hero sono quel tipo di video che attrae l’attenzione, potenzialmente virale, che le aziende usano per raggiungere un pubblico più vasto rispetto alla media.

E cos’è un video ambient?

Un video ambient  è un video hero calato in una situazione reale o verosimile, fatto di persone vere che condividono un set di valori, e che permettono tramite l’uso dello storytelling di far conoscere un brand e i valori connessi senza far scattare “l’allarme pubblicità” nella testa degli utenti, che quindi nell’orda di contenuti audiovisivi online si soffermerà più facilmente su quel contenuto.

Ne avevo visti diversi online e avevo avuto anche la fortuna di confrontarmi con amici all’estero che ne avevano prodotti di belli, ma trovare la stessa qualità in Italia a costi ragionevoli per un’azienda non era proprio facilissimo.

La produzione di questo tipo di video, non è per nulla semplice ed è costoso, insomma, è un vero e proprio investimento e avevamo bisogno di un’agenzia di cui poterci fidare. Racconto questa storia perché può essere utile anche per chi sia in cerca di soluzioni e non sappia dove andarle a trovare.

Com’è nato il video diventato virale intitolato “La Vera Richezza” su un colloquio di lavoro

Ora, ogni anno frequento diversi corsi di marketing per tenermi aggiornata e “per andare a caccia” di fornitori.

Durante il Web Marketing Festival del 2018 mi sono imbattuta in Niccolò Di Vito dello Studio Riprese Firenze che fece questa bellissima presentazione sui video Ambient. Finalmente per la prima volta vedevo in Italia qualcuno che ne parlasse e anche bene. Non mi sembrava vero.

Da lì lo presi a parte e prendemmo appuntamento per parlare dell’azienda e delle sue esigenze.

Fu una lunga conversazione e mi piacque perché ebbi l’impressione che Nicco e Matteo Gazzarri il suo socio, avessero preso quest’occasione come una sorta di sfida, che (spoiler) vinsero.

Raccontai dell’esigenza che avevamo di far capire la scarsità del proprio tempo, di come le persone spesso non si rendano conto di essere assorbite 10-12 ore al giorno per un lavoro che arricchisce più i loro capi che loro, senza parlare di week end, trasferte, annessi e connessi che drenano le loro energie e che spesso, quando il lavoro non è gradito, le avvelenano. 

Da lì ci proposero l’idea di questo esperimento, di un colloquio di lavoro un po’ particolare. L’idea viene raccontata con scene, descrizione dei luoghi, suspense. Furono convincenti e ci piacque. A questo video era connessa una strategia ben precisa di brand awareness, con un vero e proprio funnel video, della quale non parlerò in questo articolo per non dilungarmi troppo.

Sta di fatto che partì il vero lavoro per loro tra ricerca di location, selezione dei protagonisti dell’esperimento, stesura dello script e per me di brand ambassador, di revisione e controllo perché l’immagine e il messaggio fossero coordinati con il brand.

Cosa deve fare un’azienda che commissiona un video Ambient?

Ricorda: per quanto possano essere bravi i creativi e i coordinatori di un’agenzia di questo tipo è fondamentale il ruolo di chi trasmette le necessità aziendali e i valori che vuole trasmettere ed è soprattutto importante per l’azienda saper rispondere a domande come:

  • Qual è il tuo target? Il tuo cliente ideale?
  • Quali sono i valori che vuoi trasmettere?
  • Qual è il messaggio che vuoi dare?
  • Qual è il problema che vuoi risolvere?
  • Qual è il tone of voice del brand?

Sembra scontato ma non lo è e questa chiarezza all’interno di un business è fondamentale per ottenere altrettanta chiarezza nel messaggio da comunicare, altrimenti qualsiasi modalità di espressione, anche quella più costosa, sarà fine a se stessa.

Per concludere il video ha avuto un grande successo, tanto che successe qualcosa di bizzarro: alcune persone cominciarono a scaricarlo e a pubblicarlo a proprio nome.

E questa cosa voleva dire più che mai che il video funzionava!

Questo accadeva perché i valori espressi nel video erano così forti da essere sentiti come propri e il brand, che appare solo alla fine al momento del picco emotivo, oltre che rimanere più impresso non dà così l’idea di essere uno spottone: diventa così molto più condivisibile e il brand resta presente.

Inoltre la copertura dei profili personali era agevolata da Facebook rispetto a quelli aziendali tanto da ottenere senza alcuna spesa coperture maggiori rispetto ai social della compagnia.

È stato così che tra social aziendali e social personali di persone come Anthony il video ottenne nel giro di 3 mesi 3.775.625 visualizzazioni e 117.975 interazioni.

Le mie conclusioni in ambito marketing

Il discorso è più complesso. Non basta un video hero di questo tipo per fare fatturato. Va inserito in un funnel specifico e ben studiato (infatti questo video fa parte di una strategia di un funnel di 4 video, con campagne social e DEM). Ma sicuramente più è virale in senso positivo, con questa condivisione autentica di valori, più fa il suo dovere: attrae l’attenzione e fa parlare bene di te ad un ampio pubblico che di solito difficilmente raggiungi.

Le mie conclusioni sul tema

Siamo in un mondo in cui non esiste più il posto fisso, il posto sicuro, per cui ha senso cercare un piano B. E devo dirti la verità anche se il posto fisso esistesse ancora, per quelle situazioni in cui fosse comunque una condanna a sacrificare il tuo tempo per qualcosa che non ti piace, non ti appartiene e ti toglie energia per ciò che conta davvero, allora è bene aprire gli occhi e cercare una strada nuova.

E se può essere utile ad aprire gli occhi, a svegliarsi da un lungo sonno, un video del genere ha senso di esistere con o senza brand alle spalle.

Grazie allo Studio Riprese Firenze e ad Alfio Bardolla Training Group per averne permesso la produzione.

A presto!

Federica Argentieri

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